Sulle tracce di un mito, verso il Lago Rosa.
Il mio legame con questa avventura è nato ancor prima che Sandraiders diventasse realtà. Fu il dakariano Jordi Arcarons, amico comune, a presentarmi Pep Segura quando il raid era ancora solo un progetto su carta. Ho avuto la fortuna di vivere la prima edizione e, da allora, sono tornato più volte a solcare le sabbie con SoloRaids. Pochi mesi fa, a Barcellona, durante un pranzo sulle Ramblas, Pep mi ha descritto il progetto definitivo: la “sua” Paris-Dakar.
Un viaggio nel tempo
Sandraiders non è una gara, ma un raid d’altri tempi che rievoca lo spirito delle prime Parigi-Dakar. È l’occasione per entrare in quell’epoca dove ogni pilota viveva la propria sfida personale, ma l’obiettivo comune restava uno solo: arrivare alla fine. Oggi in un mondo di competizioni esasperate, qui si torna a dare valore all’esperienza umana e al legame tra i partecipanti.
Spirito intatto e vibrante, che si rinnova da ormai dieci anni attraverso territori iconici del Nord Africa: un appuntamento fisso tra aprile e maggio in Marocco, e, da tre anni, a novembre anche tra le sabbie della Tunisia.
L’idea di Pep Segura
L’anima del progetto è Pep Segura, titolare dell’agenzia di viaggi SoloRaids e lui stesso ex partecipante della Dakar. Pep ha costruito Sandraiders con una filosofia precisa: creare un evento per appassionati, curato nei dettagli e capace di crescere anno dopo anno. Non è un semplice organizzatore, ma un conoscitore profondo del deserto che trasforma ogni raid in un’esperienza diversa.


Le macchine dell’epopea: Le moto ammesse
A Sandraiders le protagoniste sono le moto che hanno scritto la storia dei grandi raid: le grosse enduro mono e bicilindriche costruite fino all’anno 2000. Requisiti tecnici essenziali sono una cilindrata superiore ai 350 cc e un’autonomia minima di 200 km.
Tra le icone ammesse al raid:
- Honda: Africa Twin (650 e 750), Transalp, le serie XL e XR.
- Yamaha: Ténéré e Super Ténéré, XT e TT 600.
- KTM: LC4 e bicilindriche pre-2000.
- Cagiva: Elefant (nelle varie motorizzazioni).
- Suzuki: DR 600, 650 e il mitico DR Big 750/800.
- BMW: R80 e R100 GS, le prime F650.
- Kawasaki: KLR 600 e 650.
L’organizzazione è una macchina impeccabile che punta a portare ogni partecipante all’arrivo: meccanici esperti al seguito provvedono alle riparazioni e alla manutenzione delle moto di ogni partecipante durante i bivacchi serali.
Massima tutela anche dal punto di vista dell’assistenza medica, grazie ad un nutrito staff sanitario segue il raid in auto 4×4, pronto a garantire ogni intervento lungo tutto il percorso.
La rotta mitica: Da Parigi al Senegal
Dopo dieci edizioni in Marocco e tre in Tunisia, SoloRaids ha annunciato la sfida più ambiziosa: la Paris to Dakar Sandraiders. Questo raid ripercorre la rotta delle primissime edizioni della mitica corsa, partendo proprio dalla Ville Lumière dove, nel freddo parigino di quegli anni, l’adrenalina della partenza scaldava i cuori dei pionieri. È un disegno mirato a riproporre in modo affascinante quel cammino leggendario che attraversa il deserto per giungere al Lago Rosa.
Il format resta fedele alle origini: non ci sono tratti cronometrati. È un raid dove si guida, si naviga e ci si emoziona insieme, puntando al traguardo in Senegal. Gli ingredienti ci sono tutti: tabelle numerate, road-book, GPS, bivacchi e tanta sabbia, con un’attenzione particolare ai moderni sistemi di localizzazione. L’evento è aperto a tutti, dagli esperti di dune ai neofiti.
La Paris to Dakar Sandraiders si svolgerà dal 20 febbraio al 14 marzo 2027. Può sembrare un tempo lontano, ma tra la preparazione della moto e la pianificazione necessaria, i mesi voleranno. Il sogno della Paris-Dakar è di nuovo a portata di mano.
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